Martedý 18 Giugno 2024
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A tu per tu


Missione, con lo stile di Maria

Alto, distinto, ben vestito, da più di mezz’ora parla con la protesi auricolare, il telefonino. Niente di male. Mi dà un po’ fastidio che parli a voce così alta, ma mi supero facilmente. Ognuno dei presenti può seguire le sue conversazioni con personaggi diversi, ma tutti altrettanto importanti. Importanti, ma non come lo è lui. Si capisce bene che lui è il capo. È soprattutto per questo che dà fastidio: non che sia una persona importante, ma l’ostentazione, il valer far sapere a tutti che lui è una persona importante, il capo.

 
Sono tante le persone importanti e più ancora quelle che ci tengono ad apparire tali. In un’ora, via telefono, impartiscono direttive, risolvono problemi d’azienda, ribaltano il mondo. Mi domando cosa faranno nelle altre 23 ore della giornata (perché è evidente che sono persone che lavorano 24 ore su 24), quando sono concentrate e sole in ufficio se, in un’ora e circondate da tante persone, rumore e movimento, hanno già tutto appianato. Forse leggeranno il giornale che non trovano il tempo di leggere mentre viaggiano.
 
 
Chissà perché questa macchietta ricorrente oggi mi ha richiamato, per contrasto, un’altra personalità o meglio, più semplicemente, una persona, Maria di Nazaret. Ne ha ben fatte di cose importante, lei. Ha aperto le porte al Cielo, s’è fatta scala perché Dio scendesse sulla terra, l’ha mostrato ai saggi d’Oriente, l’ha difeso contro gli attentati di un re. Ha composto il più bel canto magnificando l’Onnipotente per le grandi opere da lui compiute. A Nazaret ha allevato il Figlio di Dio, a Cana gli ha aperto la strada perché iniziasse a compiere gesti di salvezza, sul Calvario ha lavorato con lui alla redenzione del mondo. Nel cenacolo ha sostenuto la fede degli apostoli ed ha tenuto a battesimo la Chiesa nascente. Ditemi voi se è poco. Altro che manager d’azienda! Lei l’ha ribaltato davvero il mondo. E senza un briciolo di ostentazione, anzi nel silenzio più alto e nel nascondimento più umile. Il suo biglietto da visita: “Serva del Signore”. Qui c’è dello stile.
 
 
È lo stile richiesto, mi sembra, a chi, come lei, è chiamato a portare Dio nel mondo, ossia a chiunque si professa cristiano, se è vero che “ogni cristiani è missionario”, un mandato a portare la grande notizia del Vangelo.
 
 
Farsi vicino a chiunque, con discrezione e insieme con estrema attenzione: intuire, capire, condividere, prestare aiuto. In una società dove quello che conta è apparire (esisti soltanto se sei in TV, sui social), fare carriera, prevalere, schiacciare l’avversario, è insolito mettere in luce l’altro e fargli da sfondo perché sia lui e senza che io debba necessariamente emergere. Sì perché l’altro, in una logica evangelica, non è più il concorrente, ma semplicemente un compagno di viaggio.
 
 
Giornata missionaria mondiale. La via della missione mi pare che oggi passi proprio da qui: farsi prossimo con quanti la vita ci mette accanto volendo soltanto il suo bene. Sarà ancora possibile tra essere umani l’amore disinteressato? La vicinanza può diventare amicizia, e l’amicizia condivisione, anche dell’esperienza del Vangelo vissuto, della fede. È Maria che non si mette in mostra, che non accentra l’attenzione su di sé, ma chi indica il Cristo.

Fabio Ciardi

 

MARIA  SS.ma,

l’Immacolata, il Capolavoro, la Beneamata, lo Specchio, il Vestito,

l’Altoparlante del Creatore, Uno e Trino,

che da sempre, prima della creazione dell’universo,

sei stata guardata,  scelta e voluta

come Madre del Salvatore e Redentore

GESU’

che nella Grotta di Betlemme Lo hai generato come Uomo,

che sei stata in ascolto della sua Parola serbandoLa nel tuo cuore,

che,  alle nozze di Cana hai detto ai servitori

Fate tutto quello che vi dirà”,

 che assieme alla folla degli ascoltatori sentivi e ritenevi in Te la Sua Parola,

 che ai piedi della Croce sei stata affidata da Gesù a Giovanni

e, in Lui, a tutti noi, come MADRE:

anch’io, come Giovanni, ti voglio vicino alla mia casa,

per custodire  questa mia grotta.

O MARIA SS. ma, Immacolata :

aiutami, ti prego, a ritenerti sempre

come mia Madre,  Casalinga e Badante!

 

PER FAVORE!

 SCUSA e GRAZIE!

 

MARIA SS.ma come ogni mamma terrena vorrebbe rispecchiarsi nel figlio. In ognuno di noi, l’umano e il divino si mescolano, o almeno dovrebbero fondersi. Ora, affinché la nostra preghiera non sia solo semplice ripetizione, che con il tempo dice poco e non porta frutto, è necessario rileggere attentamente quanto il Vangelo ci presenta di Maria e su Maria.

 

1/ In Luca (1,38) si legge: “Allora Maria disse: ECCOMI, sono la serva del Signore. Dio faccia di me come tu hai detto”. Maria nel suo “eccomi” si offre e si dona completamente a Dio, realizzando in pieno quell’immacolatezza che Le era stata data gratuitamente da Dio, e diventando “canale” di congiunzione tra Dio e l’Umanità. Con il suo “eccomi”, Maria si realizza come DONO di Dio all’Umanità e dà inizio a quell’Amore Reciproco che Gesù avrebbe lasciato ai suoi seguaci come il “suo e nuovo” Comandamento.

 

2/ Luca (2, 19) dice che Maria, alla nascita di Gesù a Betlemme, osservando ciò che accadeva attorno a Lei, “SERBAVA TUTTE QUESTE COSE MEDITANDOLE NEL SUO CUORE” = facendole proprie … lasciandosi “plasmare” e  “fortificare” da Lui.

Maria era estasiata/meravigliata per ciò che vedeva e “serbava” tutto nel suo cuore … specie DIO che è il TUTTO per eccellenza.

Ecco, Maria metteva DIO al primo posto, senza dimenticare alcuna delle sue creature, in modo particolare noi uomini, creature dotate di anima, e “viveva” con Dio, il suo Tutto.

Il suo “serbare” non era un semplice “mettere da parte … in custodia” ma tenere “assieme”, in maniera che il suo pensare/essere/agire, fosse tutto di DIO.

 

3/ Alle nozze di Cana (Vangelo di Giovanni 2), sono significative le brevi parole che riassumono la vitalità/lo scopo/la missione di Maria per e verso Gesù: “La madre di lui disse ai servi: “FATE TUTTO QUELLO CHE VI DIRA’”.

Dio, Uno e Trino, Creatore di tutto l’universo, da sempre ha creato Maria come suo Specchio Immacolato e suo “vestito” di presentazione … Ogni cristiano, assieme a Gesù Morto e Risorto, trova al suo fianco Maria Immacolata, lo Specchio e il Vestito di Dio. Per vivere ed essere vero cristiano non possiamo fare a meno di incontrare Maria, “tutta protesa al Suo Gesù”, che ripetutamente e sommessamente ci dice, proprio come alle nozze di Cana ha detto ai servitori: “FATE TUTTO QUELLO CHE VI DIRA’”.

E’ nell’ascolto di Maria che sta il senso della nostra preghiera mariana. Riascoltando continuamente la sua voce: “Fa’ tutto quello che Gesù ti dirà”, ci manteniamo nella giusta condizione di “vivere” il nostro Battesimo, cioè di essere CRISTIANI VERI. Soltanto così potrò esprimere le mie preghiere e richieste.

MARIA è la prima cristiana e noi col Battesimo siamo “immacolatizzati”, ma il fardello del peccato originale ci impedisce di vivere da cristiani. Ecco perché è necessario diventare come Maria “immacolatizzati”: lasciarci fare, plasmare e diventare come Lei,  SPECCHIO e VESTITO di Dio …. Ciò richiede di AMARE CON TUTTO IL CUORE, TUTTA L’ANIMA, TUTTA LA MENTE E TUTTE LE FORZE DIO. Solo così il nostro umano pesante è messo da parte e il DIVINO, l’IMMACOLATEZZA del Battesimo, viene fuori … Ma è necessario IMITARE Maria.  

 

4/ Nel Vangelo di Luca (8, 21) leggiamo: “Gesù rispose loro: “Mia madre e i miei fratelli sono quelli che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica”. Con queste parole Gesù afferma che ognuno di noi ha la possibilità di diventare come “sua Madre e i suoi fratelli”, di entrare cioè a far parte della Sua Famiglia! Di conseguenza, prima ancora di cercare di essere un vero cristiano, devo fare tutta la mia parte per vivere e “imitare” la Madre di Gesù … Come? Lo abbiamo già detto: “serbando e meditando” le Sue Parole, che sono LUI STESSO!

Da ciò nasce il bisogno impellente di capire e di vivere MARIA, assumendo Lei come propria Madre Casalinga e Badante. E’ tutta questione di cuore e di volontà … non di parole e di preghiere, ma di aspirazione e desideri dell’anima.

Quando devo confrontarmi con un fratello/sorella, subito, immediatamente, devo trovare la sintonia spirituale con Maria, la Madre Gesù, e non dimenticare di dirle semplicemente, come vero figlio alla propria mamma: “Dammi una mano, aiutami, sii Tu a parlare e a dire le parole che Tu stessa diresti, se fossi al mio posto …”.

 

5/     In Giovanni (19, 6) leggiamo che sulla Croce “Gesù vide sua madre e accanto a lei il discepolo preferito. Allora disse a sua madre. . Poi al discepoli: .

La Madre Chiesa ha sempre insegnato che in Giovanni siamo rappresentati tutti noi e quindi ognuno deve prendere con sé  -  a casa sua  -  Maria come Madre e comportarsi come il piccolo Gesù, sempre in ascolto … in Dio, col Padre e lo Spirito Santo. Con Maria a fianco quotidianamente, per amore o per forza, avremo la capacità di ascoltare la Voce della Coscienza, che col Battesimo è iniziata in ciascuno di noi!

Se Maria è con me … ed io sono con Lei, quale diavolo potrà pervertirmi? Maria è Colei che è stata designata a fare fuggire il demonio della tentazione e della perversione.

 



 

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Messaggio Cristiano
UDIENZA GENERALE, 12 Giugno 2024

Ciclo di Catechesi. Lo Spirito e la Sposa. Lo Spirito Santo guida il popolo di Dio incontro a Gesù nostra speranza. 3. «Tutta la Scrittura è ispirata da Dio». Conoscere l’amore di Dio dalle parole di Dio.

Cari fratelli e sorelle, buongiorno, benvenuti!

Proseguiamo le catechesi sullo Spirito Santo che guida la Chiesa verso Cristo nostra speranza. Lui è la guida. La volta scorsa abbiamo contemplato l’opera dello Spirito nella creazione; oggi lo vediamo nella rivelazione, di cui la Sacra Scrittura è testimonianza ispirata da Dio e autorevole.

Nella Seconda Lettera di San Paolo a Timoteo è contenuta questa affermazione: «Tutta la Scrittura è ispirata da Dio» (3,16). E un altro passo del Nuovo Testamento dice: «Mossi da Spirito Santo parlarono quegli uomini da parte di Dio» (2 Pt 1,21). Questa è la dottrina dell’ispirazione divina della Scrittura, quella che proclamiamo come articolo di fede nel Credo, quando diciamo che lo Spirito Santo «ha parlato per mezzo dei profeti». L’ispirazione divina della Bibbia.

Lo Spirito Santo, che ha ispirato le Scritture, è anche Colui che le spiega e le rende perennemente vive e attive. Da ispirate, le rende ispiratrici. «Le sacre Scritture ispirate da Dio – dice il Concilio Vaticano II – e redatte una volta per sempre, comunicano immutabilmente la parola di Dio stesso e fanno risuonare nelle parole dei profeti e degli apostoli la voce dello Spirito Santo» (n. 21). In questo modo lo Spirito Santo continua, nella Chiesa, l’azione di Gesù Risorto che, dopo la Pasqua “aprì la mente dei discepoli all’intelligenza delle Scritture” (cfr Lc 24,45).

Può capitare, infatti, che un certo passo della Scrittura, che abbiamo letto tante volte senza particolare emozione, un giorno lo leggiamo in un clima di fede e di preghiera, e allora quel testo improvvisamente si illumina, ci parla, proietta luce su un problema che stiamo vivendo, rende chiara la volontà di Dio per noi in una certa situazione. A che cosa è dovuto questo cambiamento, se non a una illuminazione dello Spirito Santo? Le parole della Scrittura, sotto l’azione dello Spirito, diventano luminose; e in quei casi si tocca con mano quanto è vera l’affermazione della Lettera agli Ebrei: «La parola di Dio è viva, efficace e più tagliente di ogni spada a doppio taglio; […]» (4,12).

Fratelli e sorelle, la Chiesa si nutre della lettura spirituale della Sacra Scrittura, cioè della lettura fatta sotto la guida dello Spirito Santo che l’ha ispirata. Al suo centro, come un faro che illumina tutto, c’è l’evento della morte e risurrezione di Cristo, che compie il disegno di salvezza, realizza tutte le figure e le profezie, svela tutti i misteri nascosti e offre la vera chiave di lettura dell’intera Bibbia. La morte e risurrezione di Cristo è il faro che illumina tutta la Bibbia, e illumina anche la nostra vita. L’Apocalisse descrive tutto ciò con l’immagine dell’Agnello che rompe i sigilli del libro “scritto dentro e fuori, ma sigillato con sette sigilli” (cfr 5,1-9), la Scrittura dell’Antico Testamento. La Chiesa, Sposa di Cristo, è interprete autorizzata del testo della Scrittura ispirato, la Chiesa è la mediatrice della sua proclamazione autentica. Poiché la Chiesa è dotata dello Spirito Santo – per questo è interprete –, essa è «colonna e sostegno della verità» (1 Tm 3,15). Perché? Perché è ispirata, tenuta ferma dallo Spirito Santo. E il compito della Chiesa è aiutare i fedeli e quanti cercano la verità a interpretare in modo corretto i testi biblici.

Un modo di fare la lettura spirituale della Parola di Dio è quello che si chiama la lectio divina, una parola che forse non capiamo cosa significa. Consiste nel dedicare un tempo della giornata alla lettura personale e meditativa di un brano della Scrittura. E questo è molto importante: tutti i giorni prenditi un tempo per ascoltare, per meditare, leggendo un passo della Scrittura. E per questo mi raccomando: abbiate sempre un Vangelo tascabile e portatelo nella borsa, nelle tasche… Così quando siete in viaggio o quando siete un po’ liberi lo prendete e leggete… Questo è molto importante per la vita. Prendete un Vangelo tascabile e durante la giornata leggetelo una, due volte, quando capita. Ma la lettura spirituale per eccellenza della Scrittura è quella comunitaria che si fa nella Liturgia, nella Messa. Lì vediamo come un evento o un insegnamento, dato nell’Antico Testamento, trova il suo pieno compimento nel Vangelo di Cristo. E l’omelia, quel commento che fa il celebrante, deve aiutare a trasferire la Parola di Dio dal libro alla vita. Ma l’omelia per questo dev’essere breve: un’immagine, un pensiero e un sentimento. L’omelia non deve andare oltre gli otto minuti, perché dopo con il tempo si perde l’attenzione e la gente si addormenta, e ha ragione. Un’omelia deve essere così. E questo voglio dire ai preti, che parlano tanto, tante volte, e non si capisce di che cosa parlano. Omelia breve: un pensiero, un sentimento e uno spunto per l’azione, per come fare. Non più di otto minuti. Perché l’omelia deve aiutare a trasferire la Parola di Dio dal libro alla vita. E tra le tante parole di Dio che ogni giorno ascoltiamo nella Messa o nella Liturgia delle ore, ce n’è sempre una destinata in particolare a noi. Qualcosa che tocca il cuore. Accolta nel cuore, essa può illuminare la nostra giornata, animare la nostra preghiera. Si tratta di non lasciarla cadere nel vuoto!

Concludiamo con un pensiero che può aiutare a farci innamorare della Parola di Dio. Come certi brani musicali, la Sacra Scrittura ha anch’essa una nota di fondo che l’accompagna dall’inizio alla fine, e questa nota è l’amore di Dio. «Tutta la Bibbia – osserva Sant’Agostino – non fa che narrare l’amore di Dio» [1]. E San Gregorio Magno definisce la Scrittura «una lettera di Dio onnipotente alla sua creatura», come una lettera dello Sposo alla sposa, ed esorta a «imparare a conoscere il cuore di Dio nelle parole di Dio» [2]. «Con questa rivelazione – dice ancora Vaticano II – Dio invisibile, nel suo grande amore parla agli uomini come ad amici e si intrattiene con essi per invitarli ed ammetterli alla comunione con sé» ( Dei Verbum, 2).

Cari fratelli e sorelle, avanti con la lettura della Bibbia! Ma non dimenticate il Vangelo tascabile: portarlo in borsa, nelle tasche e in qualche momento della giornata leggere un passo. E questo vi farà vicinissimi allo Spirito Santo che è nella Parola di Dio. Lo Spirito Santo, che ha ispirato le Scritture e ora spira dalle Scritture, ci aiuti a cogliere questo amore di Dio nelle situazioni concrete della vita. Grazie.

[1] De catechizandis rudibus, I, 8, 4: PL 40, 319.

[2] Registrum Epistolarum, V, 46 (ed. Ewald-Hartmann, pp. 345-346).

Papa Francesco